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Scandalo all’Oncologico di Bari: infermiere avvelenato, minacce e furti ai danni di pazienti

Un vero e proprio scandalo quello che è stato portato alla luce nei giorni scorsi da Il Corriere della Sera di Bari e che sarebbe iniziato circa 3 anni fa quando un’Infermiera avrebbe rubato 250 euro dal portafogli di un paziente nell’Unità operativa di Oncologia medica. Unità che era retta fino allo scorso Luglio dal Primario Vito Lorusso, arrestato in estate in quanto chiedeva dei soldi ai pazienti per visite mediche, esami e ricoveri che in realtà sarebbero dovuti essere gratuiti.

Gli inquirenti avrebbero iniziato ad indagare sul reparto a partire proprio dal furto dell’Infermiera nel lontano 2020, quando la stessa, dopo essere stata sospesa e sotto processo per il reato di furto, avrebbe iniziato a collaborare con gli inquirenti, descrivendo delle strane situazioni che si verificavano nel reparto.

La collega inizialmente avrebbe provato a chiedere spiegazione ai suoi colleghi di lavoro e anche ai medici dell’UO, che avrebbero sempre negato o dato risposte fugaci, dicendole di non intromettersi troppo e, addirittura, uno di questi le avrebbe detto: “Hai rotto i c…. Sappiamo dove abiti, chi è la tua compagna e che sei un’infame come tua cognata, conosciamo tua madre che lavora qui da tanti anni e stai attenta a tua madre, che non ci vuole niente a farle del male“.

Il giorno dopo un fatto agghiacciante: l’infermiera avrebbe trovato nella sua cassetta postale diverse foto della sua compagna a lavoro e in presenza dei nipotini.

Secondo il Pubblico Ministero questo non sarebbe che uno degli atti intimidatori che venivano messi in atto per far tacere chi avesse fatto qualche domanda in più o avesse deciso di parlarne anche con persone esterne all’ambiente lavorativo. E’ lo stesso PM, Ignazio Abbadessa, che riporta un episodio ancor più terrificante del primo. Nel Giugno del 2019 alcuni infermieri, durante un momento di pausa, si sarebbero chiesti che fine avrebbe fatto l’ex coordinatore infermieristico.

Uno di loro, a quel punto, avrebbe detto: “La fine che fanno tutti gli infami. A novembre 2017 bevve una bevanda calda preconfezionata in involucro monodose di plastica“. Dopo pochi minuti, secondo la ricostruzione, cominciò a sentire forti dolori soprattutto a livello addominale e venne ricoverato al centro antiveleni del Riuniti di Foggia, riportando insufficienza renale acuta, necrosi tubulare acuta, insufficienza respiratoria acuta, emorragia cerebrale, emiparesi facio-brachio-crurale destra e afasia.

L’uomo ora vive con la sorella ed ha bisogno di assistenza continuativa a causa di una grave disabilità e non può neanche parlare al telefono.

Come raccontato sempre dal PM ci sarebbe un altro episodio che riguarda Lorusso, l’ex Primario. Nel 2019, dopo l’apertura del procedimento contro l’infermiera per i 250 euro rubati, la convocò chiedendole di “prendersi la colpa del furto. Se non fai storie ti paghiamo l’avvocato, tornerai a lavorare tranquillamente… vuoi fare la caposala? Ti faccio fare la caposala“.

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