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Covid: in Lombardia oltre 4 mila contagi tra medici e Infermieri

Milano, Varese, Monza, Como. La linea del fronte passa di qui, nella Lombardia che con i suoi 10.955 nuovi contagi (oltre il 23 per cento dei 47 mila tamponi fatti) e i 129 decessi di ieri, è sempre più sotto schiaffo nella seconda ondata. Nella regione si concentra oltre un terzo dei contagi nazionali totali.
Che la situazione sia critica lo ammette anche il direttore generale dell’assessorato regionale al Welfare, Marco Trivelli, che snocciola cifre paurose parlando degli ospedali: “È vero che l’indice di contagio Rt sta scendendo ma la situazione resta molto grave – dice – . Abbiamo più di quattromila operatori sanitari assenti perché positivi, quindi il sistema ospedaliero è più in difficoltà. Il nostro tema oggi non è quando arriverà il vaccino, ma come superare i prossimi dieci giorni che saranno difficilissimi in tutta la Regione”.

Nei soli ospedali di Varese e dintorni sono 284 i contagiati fra il personale, altri 340 operatori sanitari positivi sono al San Gerardo di Monza. E Milano non fa eccezione, visto che nelle settimane passate decine di medici e infermieri contagiati dal virus sono stati diagnosticati anche al San Paolo e al Sacco di Milano, oltre che in varie case di riposo, tra cui il Pio Albergo Trivulzio.

Il bollettino regionale conferma che fra le città, non è più solo Milano la “grande malata”. La più colpita ieri è stata Varese. Con meno di un terzo degli abitanti di Milano, la provincia varesina conta oltre 500 ricoverati Covid e ben 3.081 nuovi casi scoperti con i tamponi di ieri. Poco meno dei 3.336 positivi nell’area metropolitana di Milano, che però di abitanti ne conta tre volte tanto. In città i casi sono 1.339, la pressione sugli ospedali alta e i centralini di Areu per le ambulanze presi d’assalto: oltre duemila chiamate al giorno, il 40 per cento per persone con sintomi Covid e affanno respiratorio.

Ieri erano 6.682 le persone positive al coronavirus ricoverate nelle Medicine degli ospedali lombardi, in aumento di 268 unità rispetto a lunedì, mentre in Terapia intensiva ne sono ricoverate ormai 708, con un aumento di 38 ieri. Un dato preoccupante ma stabile, quello delle Rianimazioni, mentre quello dei ricoveri nei reparti generali sono in costante rialzo e questo mette in agitazione i medici. L’unico dato positivo è quello dei guariti e dei dimessi, 6.780 in più di lunedì.

Ma il quadro generale resta difficile. Per frenare l’ondata si cercano soluzioni alternative, da oggi nei parcheggi degli aeroporti di Linate e Bergamo sarà possibile fare tamponi rapidi restando in macchina, come al San Paolo di Milano. L’autodromo di Monza ha messo a disposizione di Areu alcune aree per la realizzazione di un check point clinico avanzato. Ma il San Gerardo di Monza resta sotto forte pressione con 354 ricoverati Covid di cui 34 in terapia intensiva. Età media 68 anni, più uomini che donne. Solo ieri qui sono stati fatti 2.046 tamponi perché in tanti si presentano al pronto soccorso con sintomi, ma ancora non sanno se hanno contratto la malattia. Male come la Brianza, anche Como, che ieri ha contato altri 1.356 contagi. “La situazione è al limite delle possibilità e del collasso”, dice il direttore sanitario dell’ospedale Valduce di Como.

In questo quadro, i sindacati del comparto sanitario sono in rivolta. Per difendere il presidio ospedaliero di Sesto San Giovanni, a rischio di assorbimento all’interno del Niguarda, protestano tutte le sigle (Anao Assomed, Aroi, Uil, Fials, Anpo) denunciando i provvedimenti disciplinari adottati dalla direzione sanitaria nei confronti di quattro primari del Pronto soccorso, della Chirurgia e della Rianimazione. “Noi continueremo a batterci per non far chiudere il presidio della Asst Nord Milano – dice Carlo Montaperto, segretario di Anpo – . Il personale è stanco, contagiato, in sofferenza, ma ci opponiamo al trasferimento in altre strutture lontane da Sesto”. Intanto, poiché i contagi crescono anche in carcere, nella casa di reclusione di Bollate è stato avviato dal Dap del ministero della Giustizia il più grande reparto della Lombardia destinato a ospitare i detenuti risultati positivi provenienti dagli istituti penitenziari di tutta la regione. La gestione è affidata alla Polizia penitenziaria, in collaborazione con i sanitari coordinati da Roberto Danese.

Tratto da La Repubblica

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