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LEA, decreto tariffe verso lo sblocco. Si riducono le disuguaglianze

A distanza di 3 anni dall’approvazione dei Nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sembrerebbe, da fonti regionali e nazionali, che il “famoso” Decreto che deve fissare le tariffe per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza protesica, abbia ricevuto l’assenso del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e sia pronto per essere inviato dal Ministero della Salute alla Conferenza delle Regioni.

Il Decreto, qualora fosse approvato nelle prossime settimane, arriverebbe con circa 2 anni di ritardo sulla tabella di marcia fissata dalla legge di bilancio 2018 (articolo 1, comma 420, della legge 205/2017) che individuava nel 28 febbraio 2018 la data ultima per l’adozione dello stesso Decreto, purtroppo costantemente disattesa a causa della non convergenza dei punti di vista di MEF e Salute sulle coperture economiche.

L’approvazione e la pubblicazione del Decreto consentirebbe l’entrata in vigore dei Nomenclatori delle nuove prestazioni e quindi l’erogazione sull’intero territorio nazionale della parte più sostanziosa e innovativa dei nuovi LEA.

Anche l’erogazione in esenzione delle prestazioni correlate alle nuove malattie croniche riconosciute attraverso i nuovi LEA è subordinata all’entrata in vigore dei Nomenclatori.

Invece ad oggi, purtroppo, le nuove prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza protesica relativa ai dispositivi su misura sono accessibili solo per alcuni cittadini del nostro Paese, contribuendo a rafforzare quelle disuguaglianze che esistono all’interno del SSN.

È stato il precedente Governo a dichiarare quali sono le Regioni che, in assenza dell’adozione del Decreto Tariffe, già garantiscono concretamente ai propri cittadini le nuove prestazioni introdotte “sulla carta” per tutti con i nuovi Lea, e lo fa attraverso le molteplici risposte alle ripetute interrogazioni parlamentari presentate sul tema, almeno 3 nel 2019.

Ecco cosa ha dichiarato il Governo:
“…..molte delle nuove prestazioni sono già̀ erogate da alcune regioni (ad esempio, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e altre regioni non in piano di rientro dal disavanzo sanitario), perché la normativa vigente consente loro di erogare prestazioni «extra LEA» se in equilibrio economico e non in piano di rientro. Ne consegue che tali nuove prestazioni innovative (ad esempio: aeroterapia, procreazione medicalmente assistita, nuove tipologie di dialisi, prestazioni di laboratorio, ecc.) continueranno ad essere fornite nelle regioni in questione.”

In altre parole, oltre il 40% della popolazione del nostro Paese, cioè quella delle Regioni in Piano di rientro, non ha ancora accesso a una parte significativa delle nuove prestazioni sanitarie di ultima generazione introdotte dai nuovi LEA.

Una disuguaglianza che va ad aggiungersi ad altre difficoltà che i cittadini di queste regioni vivono ogni giorno, come ad esempio: servizi sociosanitari e livelli di garanzia dei LEA più critici, carenze di personale, livelli di tassazione più alti, spesa sanitaria pubblica pro capite in alcuni casi più bassa, spesa sanitaria privata più bassa, reddito pro capite più basso e livelli di occupazione più critici.

Per questo l’approvazione del Decreto Tariffe e la conseguente entrata in vigore dei Nomenclatori delle prestazioni previste nei nuovi LEA rappresenterebbe una risposta concreta e immediata a una delle più macroscopiche disuguaglianze che i cittadini sono costretti a subire, ma anche un ulteriore tassello dell’azione già avviata dal ministro Speranza nei primi 100 giorni di Governo tesa a garantire una maggiore accessibilità alle cure da parte dei cittadini e il rilancio del servizio Sanitario Pubblico.

Ma per chiudere il cerchio dell’approvazione del Decreto, dopo l’assenso del MEF, il parere dell’AGENAS occorre anche l’Intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Proprio per questo ci aspettiamo la massima collaborazione istituzionale tra Stato e Regioni – come sull’approvazione del Patto per la Salute che segue le stesse logiche di equità – e l’immediata approvazione del testo: in ballo c’è il Diritto alla Salute e l’equità di accesso.
Gli infermieri saranno al fianco dei pazienti per il pieno rispetto dei loro diritti e a sostegno del SSN.

Tonino Aceti
Portavoce Federazione nazionale Ordini Professioni infermieristiche

Tratto dal sito istituzionale FNOPI

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