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Speranza: “Cure palliative parte del diritto alla salute”

“Gli hospice e le cure palliative rappresentano un pezzo della difesa del diritto delle persone alla salute. Sono pienamente dentro l’articolo 32 della Costituzione”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, partecipando al workshop “Reti e percorsi di cure palliative: assistenza, formazione e ricerca” oggi a Roma. “Penso – ha aggiunto – che sia fondamentale fare tutto quel che è necessario perché questo servizio di sostegno, in una fase particolarmente delicata della vita, possa essere veramente esteso a tutto il Paese. È fondamentale, io mi muoverò in questa direzione”.

In Europa, annualmente, 560 malati adulti ogni 100.000 abitanti hanno bisogno di ricevere cure palliative nell’ultimo periodo di vita, hanno sottolineato gli esperti al workshop. Lo studio Demetra I, i cui primi risultati sono stati presentati durante l’evento, ha monitorato il percorso dei malati in condizioni di cronicità avanzate e complesse, e delle loro famiglie, presi in carico da una delle strutture che compongono le Reti Locali di Cure Palliative, e ha dimostrato come un modello di cure integrato tra Cure Primarie e Unità di Cure Palliative Domiciliari consenta di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei malati con patologie evolutive e limitata aspettativa di vita, ampliando la popolazione che può beneficiare di cure palliative. Tra i punti d’attenzione emersi dal workshop restano l’importanza di uniformare, a livello regionale, lo sviluppo delle reti locali di Cure Palliative, l’identificazione dei requisiti minimi per l’accreditamento e l’adozione di modelli organizzativi omogenei. Infine, il valore di percorsi formativi per gli operatori sanitari, sia relativamente alla formazione universitaria sia al conseguimento dei crediti in Educazione Continua in Medicina (ECM). Ad oggi, infatti, le Cure Palliative non rientrano ancora tra gli insegnamenti del Corso di Laura Magistrale in Medicina e Chirurgia, mentre secondo quanto è emerso dall’evento sarebbe necessaria l’istituzione di una specifica Specialità medica.

ANSA

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