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Infermiere di famiglia: Lazio ed Emilia Romagna in campo con diverse iniziative

La nuova figura dell’infermiere di famiglia sarà protagonista di due importanti eventi previsti in novembre. Comincerà sabato 9, l’OPI di Roma con una giornata dedicata, al Castello di Santa Severa, dal titolo: “L’Infermiere di famiglia e di comunità: dal progetto alla realizzazione”, con il diretto coinvolgimento delle Asl Roma 4, 5 e 6. L’infermiere di famiglia e di comunità rappresenta un anello fondamentale nella, cosiddetta, “Medicina d’iniziativa”. Una figura professionale che si prende carico dei problemi sanitari del paziente per trovare soluzioni che permettono la de-ospedalizzazione precoce, la riduzione dei ricoveri impropri per patologie croniche, la prevenzione delle riacutizzazioni. Grazie all’inserimento dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità sul territorio, è possibile intercettare la persona all’interno del proprio nucleo familiare prima che le patologie insorgano o che si aggravino, garantendo, quindi, al cittadino interventi adeguati e differenziati in rapporto al livello di rischio, puntando anche sulla prevenzione e sull’educazione. L’inserimento dell’infermiere di famiglia e di comunità nelle cure primarie prevede una riorganizzazione delle attività territoriali e il coinvolgimento di ogni singolo attore della rete. Il tema, dunque, è molto sentito e quanto mai attuale.

All’evento della Capitale, farà seguito il convegno organizzato dal coordinamento regionale OPI dell’Emilia Romagna, il 12 novembre, all’ Aemilia Hotel, dal titolo: “Infermiere di famiglia: dove il bisogno nasce, se ne prende ‘cura’ ”. La Regione Emilia Romagna, negli ultimi dieci anni, ha posto particolare attenzione alla definizione di modelli organizzativi e assistenziali, che mettano in particolare risalto le cure per i pazienti affetti da patologie croniche presso il domicilio dell’assistito. In questo contesto, molta importanza riveste la presa in carico “proattiva” territoriale del paziente: in particolare, la gestione di situazioni di fragilità che richiedono una presa in carico multiprofessionale e multidisciplinare. Il modello di presa in carico territoriale che si sta sviluppando è quello più puntuale e multiprofessionale, in cui la figura dell’infermiere di famiglia può rappresentare un punto di riferimento importante per soddisfare i bisogni sempre più complessi della persona. L’evento si pone, quindi, la finalità di confrontare le esperienze del “modello infermiere di famiglia” in Emilia Romagna con lo stesso ma in altri setting internazionali.

Tratto dal sito istituzionale FNOPI

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