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Trento, il cambio divisa è orario di lavoro: Azienda sovrà sborsare 5 milioni di arretrati

Una sentenza dal risultato più che scontato, visto anche l’andamento della questione nel resto d’Italia. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad un gruppo di Infermieri e Operatori Sanitari che avevano intentato una causa contro la propria Azienda relativamente al cambio divisa, non considerato come orario di lavoro. Almeno fino a ieri.

L’Azienda si vede, ora, costretta a risarcire tutti gli arretrati e potrebbe utilizzare la formula “una tantum”, corrispondendo a ciascun dipendente la somma di 1000 euro. La sentenza prevede, infatti, che al dipendente vengano riconosciuti 15 minuti per il cambio divisa, integrandoli nell’orario di lavoro. In questo modo gli arretrati da pagare ammonterebbero a 5 milioni di euro.

I sindacati che hanno vinto la causa si dicono più che soddisfatti e, in una nota, riportano:

È ciò che avviene in altre regioni, il contratto del personale sanitario in Trentino è aperto e va modificato, chiediamo che questi 15 minuti, comprensivi di entrata e uscita, siano inclusi nella nuova formulazione. È quanto emerge dalla sentenza della Cassazione, che fa notare come indossare una divisa pulita fornita dall’azienda, da riconsegnare la sera per essere lavata sia indispensabile per tutte le categorie di lavoratori che operano a contatto con i pazienti.

Varagone – UIL FPL

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