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Asti: condannato Infermiere a 5 anni per aver ucciso un pz con un'iniezione

Ha fatto un’iniezione con un potente sedativo senza che i medici l’avessero prescrittaprovocando la morte di un pazienteGiovanbattista Tuninetti, 86 anni, ricoverato all’ospedale di Carmagnola. È stato condannato a cinque anni e otto mesi per omicidio colposo Mauro Capra, l’infermiere dell’ospedale per il quale l’accusa del pm di Asti, Laura Deodato, aveva chiesto una condanna a dieci anni, ipotizzando l’omicidio volontario. Gli accertamenti sono partiti nel 2015, a seguito della morte sospetta dellìanziano paziente che era arrivato in pronto soccorso poche ore prima e nonostante non fosse in gravi condizioni era stato ricoverato. 

A far affiorare dubbi sulla sua morte fu l’esposto di una tirocinante che aveva segnalato il comportamento anomalo di Capra sia poco prima che durante le fasi concitate della rianimazione dell’anziano. La direzione sanitaria passò l’esposto alla procura di Asti e, a distanza di due mesi dal decesso, venne disposta la riesumazione della salma. L’autopsia allora rivelò che nel corpo di Tuninetti erano presenti tracce di Midazolam: un sedativo molto potente con gravi controindicazioni e che, soprattutto, nessun medico gli aveva prescritto.

Gli esiti investigativi, spiegano i carabinieri del Nas, riconducono la condotta dell’operatore alla “volontà di sedazione del paziente al fine di ridurre l’impegno professionale determinato dalla costante necessità di assistenza ed attenzione richieste dalle condizioni di salute, età e comportamento emotivo del malato”.

All’indagato erano attribuite ulteriori responsabilità e aggravanti, ovvero di aver agito per motivi futili e abbietti, nonché aver ostacolato l’assistenza e il soccorso dell’anziano. Questo perché, a seguito della crisi respiratoria, l’infermiere non avrebbe riferito al personale di rianimazione dell’avvenuta somministrazione del medicinale, il cui effetto avrebbe potuto essere “calmierato con un antidoto presente nel reparto e di pronto utilizzo”, evidenziano i militari.

“All’asl era arrivata una segnalazione che era stata subito trasmessa alla procura –  spiega in una nota la direzione dell’Asl To5 –  Era stato avviato anche un procedimento disciplinare e un’indagine interna poi sospesi per non interferire con le indagini. Il dipendente comunque è stato trasferito da un’attività di degenza a una ambulatoriale in una sede di competenza dell’Asl, ma non a Carmagnola”.

La Repubblica

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