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OPI Bergamo: "Carenza e abusivismo, ci occuperemo subito di questi problemi"

“La carenza di infermieri e l’abusivismo sono tra i problemi maggiori da da affrontare”. Così il nuovo presidente dell’Ordine degli infermieri di Bergamo, Gianluca Solitro, evidenzia alcune delle criticità del settore.

Solitro si è insediato lo scorso novembre raccogliendo il testimone di Beatrice Mazzoleni, che ha guidato l’ente per 15 anni. Il mandato proseguirà sino alla fine del 2020, con tanti progetti pronti per partire. Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

Come stanno andando i primi mesi da neopresidente?

Il passaggio di testimone con Beatrice Mazzoleni è stato graduale, essendo stato vicepresidente negli ultimi tre anni: mi ha sempre guidato e mi ha inserito facendomi crescere su più fronti. Negli ultimi anni, a causa dei tanti impegni che ha avuto su scala nazionale e per la sua attività lavorativa, ho cominciato a “tastare” in prima persona molte situazioni, anche se logicamente rivestendo la carica di presidente le cose cambiano.

Punterà su continuità o rinnovamento?

Entrambi. Le basi ed i valori non verranno cambiati poiché Beatrice Mazzoleni ha condotto l’Ordine bergamasco facendone uno dei più importanti fra quelli italiani. Punterò sul rinnovamento, invece, per alcune tematiche quali il sostegno del gruppo professionale, l’ascolto degli infermieri perché le problematiche si possono raccogliere solamente confrontandosi.

Come intende farlo?

Confrontarsi con settemila infermieri non è semplice, ma l’idea è di iniziare un percorso itinerante nelle strutture tra la fine di febbraio e i primi di marzo. Sarà un’occasione per trattare i temi introdotti dalla legge n. 3 del 2018 (legge Lorenzin) e della riforma del nuovo sistema ECM (Educazione Continua in Medicina, finalizzato a promuovere un continuo aggiornamento). La nostra priorità è quella di portare l’ordine vicino agli infermieri ed ai contesti lavorativi facendo sentire la vicinanza del consiglio direttivo e raccogliere più spunti e problematiche possibili.

Qual è l’obiettivo?

Creare un senso di appartenenza più forte vedendo nell’Ordine un riferimento, una risorsa, un aiuto, una consulenza, qualcuno a cui rivolgersi quando si hanno problemi da affrontare nella propria professione e proporre nuove sfide. Per quest’anno avremo un grosso obiettivo!

Quale?

La creazione di un elenco degli esperti presenti nel nostro territorio poiché nel territorio bergamasco gli infermieri hanno una qualità formativa elevata, i nostri infermieri hanno competenze elevatissime ed vi sono colleghi che lavorano in contesti altamente specialistici e fanno al differenza ogni giorno sul cittadino. La finalità è quindi di valorizzare le competenze di utilità strategica. Tra le linee programmatiche inoltre c’è l’istituzione di un bando per incentivare la ricerca da parte degli infermieri come segnale di sostegno alla formazione ed allo studio.

Parlando dell’ultima riforma sanitaria, cosa pensa della legge 3?

Per gli infermieri è stato un cambiamento epocale. Dopo anni siamo riusciti a ottenere il riconoscimento ordinistico. Siamo passati da collegio infermieri all’ opportunità di essere un Ordine professionale universalmente riconosciuto e nello specifico l’ordine con più professionisti.

L’antitrust ha espresso perplessità sull’istituzione di tanti nuovi ordini

Per la parte infermieristica l’istituzione dell’ordine ha confermato il ruolo che negli anni abbiamo raggiunto. La legge 3 riconosce qualcosa che ci spettava: svolgiamo una professione che richiede una formazione universitaria come avviene per altre categorie e queste ultime avevano un Ordine mentre noi ancora no: avevamo il collegio degli infermieri.

Come cambia l’accesso alla professione infermieristica?

Dopo le scuole superiori gli studi proseguono con la laurea triennale infermieristica per accedere alla laurea magistrale o a master di primo livello. La magistrale in questo momento è organizzata solo con taglio dirigenziale, però si sta lavorando per avere magistrali con taglio clinico e dirigenziale. Dopo la laurea magistrale gli infermieri possono accedere ai bandi di ammissione di master di secondo livello ed ai dottorati di ricerca.

Cosa comporta?

Significa che potremo avere dei professori associati come ruoli dirigenziali da direttori sociosanitari come la nostra Presidente Nazionale, Barbara Mangiacavalli, direttore dell’ASST Ovest . Il riconoscimento di Ordine, quindi, per noi è un traguardo storico, su cui iniziare un nuovo percorso di sviluppo e consolidamento della professione infermieristica.

Voltando pagina, quali sono le criticità che ritiene dovrà affrontare?
Saranno molte:
– la quotidiana carenza infermieristica;
– il fenomeno delle aggressioni nei pronto soccorsi, nel soccorso extraospedaliero, nel contesto psichiatrico e più in generale nei reparti di degenza;
– valorizzare anche supportando attraverso tavoli istituzionali il vero valore economico contributivo dei professionisti infermieri che, in italia, risultano sottopagati rispetto alla media europea;
– l’abusivismo professionale;

Cosa intende per abusivismo professionale?

Ci sono persone che svolgono prestazioni infermieristiche senza essere infermieri. Può accadere, per esempio, a domicilio oppure nel caso di persone conosciute da tutti che lavorano in ospedale ma magari lì svolgono altre mansioni e non sono infermieri. Oltre a essere un rischio per chi fa l’infermiere abusivamente, è un danno per la nostra categoria, ma soprattutto per la salute e la sicurezza dei pazienti. Per contrastare questo fenomeno abbiamo, in passato e nel presente, un legale che segue le segnalazioni dei colleghi e che ci aiuta a monitorare le situazioni a rischio. Inoltre è reperibile al link la ricerca dei nominativi per verificare se sono infermieri iscritti all’albo e a quale ordine provinciale appartengono.

Per concludere, non c’è il rischio che allungando il percorso formativo ci siano meno infermieri?

La nostra priorità è quella di avere infermieri pronti, specializzati e orientati alla salute del cittadino a 360 gradi. La nostra è una professione complessa, non solo per lo studio, ma perché non ci si può inventare. Devi avere delle prerogative, cioè devi sentire dentro di te la capacità di accudire, ascoltare e assistere, vedere la sofferenza quotidiana, la gente che muore e il pianto di un parente… tutto ciò che non vorresti mai vedere. Questo però è associato a percorsi di studio universitari molto complessi.
La carenza di infermieri è sicuramente una problematica da affrontare, l’età dei professionisti è alta, ma a Bergamo vi sono 3 sedi di corsi di laurea ed anche con la Federazione Nazionale la situazione è costantemente monitorata.

Fonte

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