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Regina Margherita: per i bimbi malati di tumore arriva "l'ospedale a domicilio"

Bambini a casa loro o in strutture attrezzate. Bambini malati di tumore, che ora potranno beneficiare dell’ospedalizzazione a domicilio: in sintesi, significa la possibilità di proseguire le terapie in ambienti diversi da quello ospedaliero, comunque in condizione di sicurezza, nel loro interesse e in quello delle famiglie di riferimento. Due le parole d’ordine: umanizzazione dei percorsi di cura e ricorso all’ospedale solo per i periodi strettamente necessari. Oggi la presentazione dell’iniziativa in Regione con Sergio Chiamparino, l’assessore Saitta, Silvio Falco e Franca Fagioli, rispettivamente direttore generale della Città della Salute e direttore della Oncoematologia pediatrica dell’Infantile.

Progetto-pilota da marzo

Si partirà a marzo con un minimo di 10 bambini (il numero è destinato ad aumentare), per ora al Regina Margherita, puntando su una rete di strutture sul territorio – tra le altre Casa Ugi e il Sermig – e mettendo in condizione i piccoli pazienti pediatrici e le loro famiglie di affrontare il tour de force dei controlli e delle terapie senza essere costretti a stazionare per intere giornate in ospedale: vale a maggior ragione per quanti arrivano da fuori Torino e quindi devono affrontare difficoltà logistiche oltre che terapeutiche.

In tutti questi casi, e nei limiti del possibile, sarà l’ospedale a raggiungere i pazienti con personale dedicato, tra una pausa ospedaliera e l’altra, e non il contrario. Parliamo delle attività che possono essere svolte fuori dalla struttura sanitaria: visite, controlli, medicazioni, prelievi. Il che presuppone anche un alleggerimento della pressione sul Regina, con la conseguente riorganizzazione dei turni. Il raggio d’azione degli infermieri a domicilio, infermieri esperti, riguarderà Torino e la prima cintura.

Casa Ugi raddoppia

Sempre oggi è stato annunciato che a Pasqua Casa Ugi raddoppia con una struttura dove ci si occuperà del futuro dei pazienti pediatrici: non più solo ricovero ma attività volte a favorire il loro reinserimento una volta superata la fase della malattia.

«Soluzioni appropriate»

“L’obiettivo del sistema sanitario è seguire i pazienti fornendo risposte e soluzioni appropriate a seconda delle fasi della malattia – ha spiegato Saitta -: unire le competenze permette di trovare nuove modalità di cura”. “Più che il numero dei posti letto conta come vengono organizzati e gestiti – ha precisato Chiamparino -. Oggi è questo il metro in base al quale si valuta la qualità degli ospedali”.

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