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Emergenza sanità, l'appello degli Infermieri: "Basta con le aggressioni"

“Carenza di personale, presenza costante insieme ai colleghi degli ospedali pubblici e privati ed un nuovo slancio per il 2019. Questi i propositi di Fausto Sposato e di tutto il direttivo Opi, l’Ordine professionale degli infermieri cosentini. Il brindisi di auguri per Natale, nella nuova e bella sede, ha consentito agli operatori del settore di tracciare un bilancio di quel che è stato. Gli infermieri sono troppo pochi per garantire sicurezza ed efficienza dei servizi: ne mancano – si è detto nel corso dell’incontro tra sanitati – più di 4 mila in Calabria per raggiungere livelli accettabili. E chi lavora lo fa con mille difficoltà, che rischiano di coinvolgere anche i cittadini.

Studi internazionali indicano che se i pazienti per infermiere scendono numericamente da 10 a 6, la mortalità si riduce del 20%: in Calabria la proporzione media arriva a volte a 18 pazienti per infermiere. Numeri e dati allarmanti. Secondo la mappa del Centro studi della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri che analizza le carenze regione per regione. Per Sposato, dunque, occorre accelerare sulla fase programmatica per ridare ossigeno a chi è impegnato sul campo notte e giorno. Per il presidente, infatti, non si tratta solo di un problema di concorsi e di organico, sebbene sia fondamentale. Ma anche di management e organizzazione aziendale.

La ricerca della Federazione nazionale infermieri ha calcolato in 4000 la carenza di infermieri in Calabria: “Se questo dato è vero – commenta – perchè le nostre aziende ospedaliere emanano bandi per poche unità di personale? Se si leggono i piani di assunzione si noterà che il totale ammonta a poche centinaia di unità. In Calabria, assicura Sposato, “si dovrebbe procedere ad un concorso per stilare una unica graduatoria regionale, dalla quale possano attingere tutte le aziende ospedaliere e territoriali calabresi. Per non parlare dei precari: sia l’Opi di Cosenza sia la federazione nazionale sono impegnati, da tempo, su questa problematica. Proprio perché siamo sempre in prima linea – la chiosa di Sposato – invitiamo i cittadini a non aggredire i colleghi impegnati nelle corsie. Fanno il loro lavoro, per il bene del paziente”.

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