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Maltrattamenti anziani a Ravenna: Infermiere radiato dall'ordine

Taluni anziani venivano sistematicamente traghettati con un pulmino da una struttura autorizzata fino a due appartamenti-dormitorio. E una volta lì, venivano lasciati «in balià di loro stessi, in condizioni igieniche precarie e senza adeguata assistenza» fino a che la mattina dopo venivano portati indietro. Un’indagine, quella del Nas, che nel maggio 2007 era approdata a un clamoroso arresto. E che nei giorni scorsi è culminata nella radiazione del diretto interessato dall’Opi, l’ordine provinciale delle professioni infermieristiche. Nel mezzo, troviamo una condanna a tre anni e due mesi di carcere, passata in giudicato, per sequestro di persona nei confronti di quattro anziani chiusi a chiave per tutta la notte, per maltrattamento e per abbandono di persone incapaci. Reati che al 44enne ravennate Alessandro Greco, erano costati anche l’interdizione dalla professione di infermiere e di gestore di strutture assistenziali per un anno e otto mesi. E l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

In quel momento l’uomo, secondo le motivazioni della condanna, era legale rappresentante della società ‘L’Airone sas’ di Ravenna oltre che gestore delle strutture per anziani ‘Villa Alba’ di Sesto Imolese e ‘Fiocco di Neve’ di Ravenna. L’indagine era partita nel gennaio del 2007 da un’ispezione del Nas alla casa protetta Villa Alba. Le testimonianze dei familiari degli anziani e le intercettazioni avevano poi permesso agli inquirenti di ricostruire questo scenario: di sera alcuni anziani ricoverati a Villa Alba, venivano trasferiti in due appartamenti di un anonimo immobile di via Puccini a Conselice. Poi la mattina dopo venivano portati di nuovo indietro.

Una situazione realizzata «a fini di profitto economico» che era andata avanti da marzo e fino alla notte tra il 21 e il 22 maggio quando i carabinieri avevano deciso di intervenire assieme a un medico geriatra, trovando al piano terra due anziani «non autosufficienti, allettati, con piaghe e contratture». e al piano di sopra, altri sette anziani, «alcuni dei quali trattenuti al letto con cinghie di contenzione». tutti, «secondo il medico, in grave stato di abbandono». inoltre «le camere erano prive di dispositivo di chiamata e i bagni non avevano illuminazione». una struttura che per il medico, «non solo non era autorizzata, ma nemmeno autorizzabile». ai guai amministrativi, si erano presto sommati quelli penali con una condanna in primo grado nel giugno 2008 a un anno e otto mesi. saliti in appello nel giugno 2014 a 3 anni e 2 mesi. e confermati dalla cassazione nel maggio 2015. a questo punto il fascicolo disciplinare, subito aperto e poi sospeso, si era riattivato.

La difesa a suo tempo aveva sostenuto che nessuno degli ospiti «presentava carenze fisiche o psichiche». E che la porta fosse chiusa a chiave solo «per evitare l’ingresso di estranei». A questo punto il 44enne, una volta ricevute le motivazioni della radiazione, entro 30 giorni potrà fare ricorso al Cceps, la commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitari. Ed eventualmente potrà poi rivolgersi pure alla Cassazione.

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