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Infermieri protagonisti dell'evoluzione del SSN per i prossimi 10 anni

Attori protagonisti dell’evoluzione del sistema nei prossimi dieci anni, capaci di gestire il cambiamento e l’innovazione sia dal punto di vista manageriale che da quello clinico, avendo sempre ben presente prioritariamente la relazione con l’assistito, la necessità di percepire i reali bisogni della persona. 

Sono i concetti che la presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli, ha espresso nel suo intervento di apertura al convegno al Forum Risk Management di Firenze dedicato a “I 40 anni del sistema sanitario nazionale, il contributo delle professioni infermieristiche”. E che è anche oggetto dell’editoriale del prossimo numero della rivista “L’Infermiere” in pubblicazione a giorni.

“Siamo la professione che può governare l’evoluzione del sistema e per farlo dobbiamo essere consapevoli che dopo la laurea si deve ricominciare a studiare e continuare a farlo”, ha detto Mangiacavalli, sottolineando la necessità di costruire solide basi culturali per accogliere le innovazioni ed essere al passo coi cambiamenti del futuro”. 

“Non dobbiamo abbandonare la clinica – ha detto – ma dobbiamo mantenere il rapporto, il contatto con la persona.
 E per farlo si devono sviluppare percorsi di formazione specialistica che coinvolgono anche l’infungibilità della professione: la specializzazione richiama l’infungibilità, la non specializzazione la compensazione”. 

Di più: “Dobbiamo anche presidiare le competenze contendibili, perché esistono ruoli e/o incarichi di responsabilità attribuiti in base a profili professionali ritenuti aprioristicamente più adeguati, non in base a competenze specifiche”. Secondo la presidente FNOPI i prossimi dieci anni “sono fondamentali sia per i bisogni dei cittadini che per gli infermieri e non più parlando di ospedale e territorio o di continuità assistenziale tra questi, ma di domiciliarità, prossimità con l’assistito, a casa dell’assistito”. 

“Dobbiamo entrare in possesso di conoscenze ad alto valore specialistico – ha aggiunto – perché la sfida dei prossimi anni è troppo importante per la professione e noi abbiamo tutte le carte in regola per poterla affrontare con successo”. “Bisogna mantenere – ha concluso – un grado di flessibilità, ma è importante definire un rapporto stretto tra formazione specialistica, setting assistenziali e competenze avanzate, il tutto in una cornice contrattuale degna”.

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