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Gas in Sala Operatoria: Infermieri chiedono 80mila euro di risarcimento

A volte, quando i bambini sono piccoli o hanno fragilità particolari, l’anestesia con un’iniezione può diventare un’operazione molto complessa. La scelta ricade quindi sull’utilizzo di gas per addormentare il paziente prima dell’operazione. Ma in più di un’occasione, negli anni passati, i gas anestetizzanti sono fuoriusciti dalle maschere poste sul viso dei pazienti e si sono diffusi in sala operatoria. Un’eventualità che ha provocato cefalee e nausea ad alcuni operatori della chirurgia maxillo-facciale. Si tratta di effetti transitori sulla salute, nulla di permanente, ma in alcune circostanze respirare questi gas può determinare anche un calo temporaneo della concentrazione e una provvisoria riduzione della memoria a breve termine.

Alla fine, i sette infermieri coinvolti – nessun medico – hanno deciso di presentare il conto all’ospedale Civile: i dipendenti dell’Azienda socio-sanitaria territoriale di Brescia hanno quindi avanzato ricorso al Tribunale per «ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall’esercizio dell’attività lavorativa». È sul «quantum», ossia sulla cifra del risarcimento che si disputerà il contenzioso, dato che gli infermieri avrebbero avanzato richieste di risarcimento non banali, nell’ordine dei 70-80 mila euro a testa. L’ospedale prova quindi a resistere, affidando l’incarico di gestire la «lite» all’avvocato Giuseppe Franco Ferrari del foro di Pavia. La scelta è stata presa il 9 novembre scorso, ma ora si attendono i tempi della giustizia e, in particolare, del Tribunale del Lavoro di Brescia che dovrà valutare le posizioni.

Da parte sua, l’ospedale Civile sottolinea che quelle fughe di gas anestetizzanti sono state «episodi sporadici», legati a una strumentazione di sala operatoria che faceva riferimento al vecchio reparto. Ora tutto il sistema è stato rinnovato, grazie al trasferimento di 18 sale operatorie nell’edificio nuovo e moderno, il cosiddetto Monoblocco, che ospita anche due sale della chirurgia maxillo-facciale. Con le nuove sale «il problema non si verificherà più» assicura il direttore generale dell’Asst, Ezio Belleri. E per i pazienti «non c’è alcun rischio, visto che nelle sale operatorie abbiamo attivato un sistema che tiene sotto controllo i parametri ambientali dei gas». Perciò, in caso di un’eventuale fuoriuscita, la sostanza anestetizzante verrebbe rilevata immediatamente e bloccata. «L’obiettivo – precisa il direttore generale – è garantire sicurezza sia ai pazienti che a tutti i professionisti che operano in sala».

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