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Infermieri 118 colpiti da violenza a Trani, solidarietà da parte dell'OPI BAT

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia Barletta-Andria-Trani esprime la propria solidarietà e nello stesso tempo vuole attenzionare le istituzioni regionali e territoriali come la ASL a quelli che sono gli episodi di atti di violenza a danno degli operatori sanitari, diventata ormai una vera e propria emergenza nazionale. Violenza che purtroppo si perpetra nei confronti del personale sanitario che opera quotidianamente in qualsiasi ora del giorno e della notte sui mezzi di soccorso del 118. La nostra vicinanza, quindi, nei confronti di due colleghi che purtroppo, recentemente, hanno subito un infortunio mentre assistevano e soccorrevano dei pazienti: un primo episodio ai danni di un infermiere in servizio presso la postazione 118 di Trani, che ha determinato l’assenza dal luogo di lavoro per quindici giorni; un altro episodio, decisamente più grave, nei confronti di un infermiere in servizio presso la postazione 118 di Bisceglie in infortunio da fine luglio.
L’O.P.I. della Bat condanna fortemente questi atti di violenza, che mettono in evidenza le difficoltà e i rischi a cui tutto il personale sanitario impiegato in prima linea è esposto. L’O.P.I. in rappresentanza degli infermieri della sesta provincia pugliese invita la direzione strategica della Asl Bat a vigilare sul fenomeno coinvolgendo gli operatori sanitari più esposti al rischio in percorsi di formazione specifici e attraverso una campagna di comunicazione informativa rivolta ai cittadini, anche sul corretto utilizzo del servizio di emergenza urgenza 118 e degli altri servizi sanitari alternativi offerti dalla Asl. L’Ordine degli infermieri della Bat, dopo la bocciatura sul riconoscimento dell’indennità dell’articolo 44 del CCNL del comparto sanità per gli infermieri centodiciottisti pugliesi, da parte del Consiglio regionale della Puglia e del governatore Michele Emiliano invita a rivalutare tale posizione riconoscendo e valorizzando i professionisti dell’emergenza urgenza, così come avvenuto in altre regioni.
Una posizione quella di Emiliano che diverge da altre realtà Regionali e accordi decentrati che hanno invece legittimamente riconosciuto l’indennità in base all’art.4, comma 2, I° paragrafo, del CCNL del 7.4.1999 del Comparto Sanità che consente, nell’ambito della contrattazione collettiva integrativa, di prevedere “i sistemi di incentivazione del personale sulla base di obiettivi, programmi e progetti di incremento della produttività e di miglioramento della qualità del servizio, con la definizione di criteri generali delle metodologie di valutazione e di ripartizione delle risorse del fondo di cui all’art. 38 comma 3..”. Vorremmo ricordare al presidente Emiliano che mentre presidiava il 5 ottobre c.m. la seconda riunione del Consiglio Sanitario Regionale sul tema della violenza contro i medici (con la presenza dei soli medici), precludendo la partecipazione degli Infermieri e di altre professioni sanitarie, altri operatori sanitari venivano coinvolti in episodi di violenza.
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Bat nella sua funzione di Ente pubblico sussidiario dello Stato, avendo come riferimento la salvaguardia della salute dei cittadini e quindi degli infermieri, si propone come interlocutore privilegiato con gli organi regionali affinchè venga pienamente valorizzato il lavoro degli infermieri operanti nel sistema 118 pugliese, tutelato nella sicurezza.
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1 comment

Francesco Ottobre 24, 2018 at 02:01

Non so quali siano i dettagli degli episodi di violenza oggetti di questo articolo.
Ma ho assistito personalmente a due episodi di soccorsi a pazienti psichiatrici agitati:
in un caso,sotto casa mia,un infermiere dell’ambulanza intervenuta ha praticamente minacciato di botte il paziente agitato proprio come succede nelle risse da bar ed infatti la rissa c’è stata.
Manifestamente l’infermiere non ha capito il suo mestiere.
In un altro caso,fuori da un bar a tarda notte,un ubriaco grande e grosso sarebbe dovuto salire su un’ambulanza con due infermiere ragazzine,che ovviamente hanno richiesto ed atteso la presenza di un agente di polizia.
Qui forse è chi ha organizzato l’equipaggio a non avere le idee chiare.
Poi leggo sul giornale che nel paese accanto al mio sono stati aggrediti gli infermieri dell’ambulanza arrivata con grande ritardo.
Non è colpa loro,ma è sintomatico:
il numero unico di emergenza mi fa perdere tempo in domande che appaiono assurde a chi ha l’emergenza (mi è capitato a Luglio soccorrendo un passante in crisi respiratoria) e magari fanno capire poco e nulla all’operatore e comunque tempi d’ntervento sia delle forze dell’ordine,sia dell’ambulanza sono diventati enormi visti da chi è in emergenza.
In particolare i tempi di intervento delle forze dell’ordine sono del tutto incongrui in caso di violenza in atto : pochi secondi-minuti per essere massacrati di botte,decine di minuti per la volante,forse ancora di più per l’ambulanza.
Se il soccorso mi arriva sistematicamente quando sono già morto e sepolto e se ne è andato pure il prete,meglio risparmiare soldi e mezzi.

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