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Aggressioni al personale 118, l'OPI di Lecce lancia l'allarme

Un’aggressione inqualificabile. L’ennesima, ai danni degli operatori del 118 e dell’autista di un’ambulanza del servizio Seus. L’equipe sanitaria, come noto, è intervenuta la sera del 2 ottobre per soccorrere i feriti in occasione di un sinistro stradale. Un intervento come tanti, per un banale incidente avvenuto all’altezza dell’ex Galateo di Lecce (ora sede della Cittadella della Salute) che è però degenerato in un assalto verbale ai soccorritori.
E ormai siamo al paradosso: chi interviene per salvare la vita agli altri rischia, per assurdo, di dover proteggere la propria. Un vero ribaltamento di ruoli che non rappresenta un caso isolato. L’episodio, sfociato in una denuncia firmata anche dal direttore Seus 118 di Lecce, Maurizio Scardia, conta precedenti persino peggiori.
Il clima è incandescente. La situazione talmente grave da richiedere una netta presa di posizione anche da parte dell’Ordine delle professioni infermieristiche. Il presidente Marcello Antonazzo è infatti intervenuto per esprimere “la più totale solidarietà e quella dell’intero Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti al collega infermiere e all’intero equipaggio, vittime della violenta aggressione”.
Antonazzo accende un faro sulla spirale di violenza che sta coinvolgendo il personale del 118: “Purtroppo, questo fenomeno non accenna a placarsi in provincia di Lecce: appena un mese fa un altro episodio di violenza si è consumato nei confronti di un’altra collega. È questo il bilancio delle aggressioni ai danni di operatori sanitari negli ultimi mesi”.
L’Ordine degli infermieri vuole bloccare quest’escalation, dire “basta” e chiedere che siano presi dei provvedimenti a difesa del personale del 118. Quindi, una maggiore attenzione e presenza delle forze dell’ordine che, all’occorrenza, mettano in atto le misure previste dalla legge, come il fermo di polizia e la denuncia all’autorità giudiziaria per gli aggressori.
“Quest’Ordine è vicino a tutti i colleghi del 118 al fine di garantire una maggiore tutela professionale riservandosi di costituirsi parte civile in sede processuale”, conclude la nota stampa.

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