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Laura: "Su quella spiaggia ho fatto solo il mio dovere d'Infermiera"

“Non sono un’eroina, ho fatto solo il mio lavoro” – Laura Dalla Gassa esce allo scoperto dopo una giornata in cui il suo nome è rimbalzato in tutti i media vicentini e non, dopo che la nostra testata ha raccontato per prima, creando poi un rilevante tam-tam mediatico, la sua bella storia del salvataggio in spiaggia del ragazzino senegalese colpito da un fulmine nel Salento. Laura, ancora un po’ stordita da tanta attenzione ma anche da tante manifestazioni di stima ed affetto da parte delle tantissime persone che hanno commentato il suo gesto, ha affidato a Facebook il suo commento al riguardo, accompagnando le sue umili quanto intelligenti parole con la canzone “Ohi Vita!” di Lorenzo Jovanotti.
“Eccomi qua, un po’ imbarazzata un po’ stordita da questa risonanza su quello che è successo. Cercherò di esprimervi il mio pensiero, sperando che non venga preso come presunzione o all’estremo opposto.  Io sono una infermiera e faccio il lavoro più bello del mondo.
Mi sono trovata nel posto giusto al momento giusto. Insieme ad un altro infermiere, ad un civile e ai bagnini abbiamo aiutato quel ragazzo. Dopo di noi è stato nelle mani di altri infermieri e medici preparati, il lavoro non era certo finito dopo di noi. Non mi sento una eroina per questo.
Essere infermiere è il lavoro più bello del mondo ma è anche molto difficile. Tutti i giorni, possiamo sentirci eroi e possiamo sentirci impotenti di fronte alla vita e imparare a convivere con questo è forse il più grande dei super poteri.  Papà dice che c’è bisogno di testimonianze buone, di cose belle, e si, lo credo anche io. Spero sia questo quello che rimarrà. VIVA LA VITA e i suoi colori. Un pensiero ai veri angeli in terra… i nostri colleghi del SUEM che tutti i giorni si trovano di fronte a fatti come questo  e alla mia zia che mi ha ispirato nella scelta di questo lavoro”.
Ecco cosa aveva scritto il suo papà all’indomani dell’episodio di cui sua figlia era stata protagonista, salvando la vita a un tredicenne senegalese colpito da un fulmine mentre si trovava in spiaggia.
«Laura Dalla Gassa, ieri pomeriggio eri proprio lì, su quella spiaggia del Salento.
Hai visto il bagnino correre e l’hai seguito, arrivando a quel ragazzino senegalese che era stato colpito dal fulmine. Insieme, l’avete soccorso e rianimato fino all’arrivo delle ambulanze. Forse l’avete salvato. Speriamo…
Si può pensare che è il tuo lavoro, che sei una professionista, che ti sei diplomata e laureata con il massimo dei voti e lavori da infermiera nel reparto di rianimazione di un ottimo ospedale del nord Italia.
Ma per me che sono tuo papà, non è solo questo. E non scrivo questo post solo perché sono orgoglioso di te, anche se ovviamente lo sono. No, non è solo questo.
Scrivo perché, da papà, ammiro il coraggio, l’empatia, la generosità, la bontà verso questa umanità così piena di colori e di storie.
So che per te e i tuoi colleghi e per tutti i soccorritori in generale, professionisti o volontari, questo è normale, è la vita, nient’altro che la vita. Ma le tue gioie, i tuoi turbamenti fino alle lacrime, io li vedo e li sento.
Ecco, da papà e da nonno, auguro a tutti quelli che leggeranno questo post, di trovare il coraggio di dare una mano a chiunque gridi aiuto, da qualunque posto arrivi.
Il coraggio di credere nel futuro di questa umanità.
Il coraggio di dire anche soltanto un semplice: Sì.»

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