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Nursind Messina: "Stop aggressioni agli Infermieri, senza noi la sanità muore"

“La direzione generale delle aziende, nella qualità di responsabili della sicurezza del personale, deve denunciare le aggressioni. La denuncia deve scattare quasi come un atto d’ufficio”. La richiesta arriva da Ivan Alonge, segretario provinciale del Nursind Messina. Il sindacato delle professioni infermieristiche evidenzia la questione sicurezza e si sofferma sull’allarme aggressioni in provincia, in particolare al Pronto Soccorso di Taormina, dove qualche giorno fa un infermiere è stato aggredito dal parente di un paziente. A tal proposito, il manager dell’Asp Messina, dott. Gaetano Sirna, ha condannato l’aggressione all’infermiere a Taormina ed il gesto vandalico, e ha già reso noto che l’azienda Sanitaria di Messina farà denuncia e chiederà il risarcimento dei danni causati per la rottura del vetro di una finestra dall’aggressore.
“L’aggressione di un infermiere a Taormina– spiega il segretario del Nursind, Alonge – ha avuto come conseguenza una prognosi di 10 giorni per il sanitario e la rottura di un vetro da parte dei parenti di un paziente in attesa di essere chiamato, con contestuale richiesta di risarcimento danni da parte dell’Asp. È oramai prassi che nel periodo estivo gli episodi di violenza verso i sanitari si moltiplichino, il più delle volte da parte di cittadini che attendono il loro turno per ore. Le cause sono molteplici, la drastica diminuzione di personale per le ferie estivecarenze oramai croniche generate da rimodulazione delle piante organiche che in passato hanno visto assottigliarsi sempre più la forbice tra infermieri/posti letto. Senza infermieri la sanità muore. Serve un argine a un fenomeno che fa male a tutti. Siamo stanchi di proclami, soluzioni prospettate e mai realizzate, come la videosorveglianza a quanto pare ancora inattuata”. Il Nursind plaude all’eventualità di “fare un’opportuna differenziazione del percorso tra codici bianchi e rossi con personale dedicato, cosa che dove attuata ha dato ottimi risultati”.
“Basterebbe a nostro avviso – conclude Alonge – attuare la raccomandazione n.8 del 2007 del Ministero della Salute, ma va implementata la medicina territoriale per non intasare i Pronti soccorsi. Le aggressioni possono avere ripercussioni psicologiche, ricadono sugli operatori sanitari (burn-out) e sui degenti (compromissione della relazione terapeutica). Sono eventi da prevedere e prevenire. Nursind Messina è a fianco dei cittadini e degli operatori sanitari, ricordando ai primi che infermieri e medici non sono i nemici ma vittime anche loro di un sistema che li vede costantemente privati di mezzi e risorse senza i quali l’assistenza è a rischio. Basta proclami, che si attuino presto soluzione valide ed efficaci prima che la situazione sfugga di mano”.
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