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OPI Trieste annuncia l'Infermiera dell'anno

La triestina Reanna Simsig è l’infermiera dell’anno “per la sua capacità di coniugare empatia e professionalità, attraverso una visione olistica del paziente che necessita delle cure più appropriate ma anche di un legame umano e personale da costruire con l’infermiere che lo ‘prende in carico’”.
A lei è stata assegnata la 5^ edizione del Premio “Infermiere dell’anno” promosso dall’OPI di Trieste e dedicato alla collega Valentina Sossi, scomparsa nell’agosto 2013.
Reanna Simsig è infermiera dal 1993 e in questi 25anni ha lavorato in Seconda chirurgica all’Ospedale Maggiore fino al ’97, quindi in dialisi fino al 2010 e in seguito 3 anni al Dipartimento delle dipendenze. Dal 2011 è operativa al Distretto 3, dapprima in Assistenza Domiciliare e poi in Microarea dove attualmente é referente a Giarizzole. Spiega che l’infermiere è una professione che schiude una forte opportunità di crescita personale, soprattutto se si approcciano gli assistiti in chiave olistica. Del suo lavoro apprezza sia l’autonomia che il lavoro di squadra  fra diverse figure professionali per ottimizzare la presa in carico del paziente
“L’infermiere è una professione che concede margini di autonomia, ma che richiede anche un solido lavoro di squadra per ottimizzare i risultati del “take care” – ha aggiunto la vincitrice – Punto centrale è la capacità di costruire relazioni, perché la visione sanitaria sia adeguata al contesto in cui si erogano le cure”.
La targa che la riconosce come “Infermiere dell’anno” 2018 è stata consegnata dal presidente dell’OPI trieste Flavio Paoletti al culmine della annuale Serata estiva di solidarietà come sempre di scena alle Terrazze a Grignano.
Accanto a Simsig le altre due finaliste 2018.
Andreja Troha, dal 2008 operativa in Nefrologia – Dialisi. Dal 1992 al 2008 ha lavorato in Terza Medica. Attualmente coltiva un legame stabile e diretto con gli assistiti dializzati che incontra tre volte alla settimana e che diventano “persone di famiglia”. Contribuisce anche con la vicinanza umana a rendere più sopportabile il periodo della malattia: ed essendo a contatto con patologie severe coltiva una forte vicinanza anche con i familiari.
Ursula Manzon, da poco operativa in terapia intensiva neonatale all’Ospedale Burlo Garofalo. Laureata nel 2014, ha fatto esperienza come infermiera per tre mesi in Madagascar. Rientrata a Trieste ha lavorato presso la cooperativa di assistenza infermieristica TPS seguendo a domicilio giovani pazienti in contesti di intensità assistenziale, coltivando con gli assistiti e le famiglie un profondo legame umano e professionale. A lei è andata una menzione speciale.
Nel corso della serata il presidente Flavio Paoletti ha annunciato il nuovo bando “OPI per Trieste” 2018 che andrà all’associazione del territorio più meritevole per un progetto di forte impatto socio-sanitario:il bando sarà online dal prossimo autunno e la proclamazione è prevista nella prima assemblea 2019 degli iscritti Opi.
“Sono 2300 circa gli infermieri attualmente iscritti all’Ordine OPI nell’area di Trieste – ha ricordato Paoletti – Il Premio Sossi, così come il bando per le associazioni impegnate a favore della comunità, nasce da questo presupposto: coltivare il dialogo con i cittadini nel segno della salute e del rapporto che gli infermieri instaurano con le persone prese in carico“.
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