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Concorsi: ecco cosa cambia con la nuova riforma

Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha emanato le linee guida per la riforma dei concorsi pubblici.
E’ stata pubblicata la Direttiva n.3 del 24 aprile 2018, che fornisce tutte le indicazioni sulle nuove modalità di reclutamento per le assunzioni nel pubblico impiego. Con la Direttiva n.3 del 24 aprile 2018, sono entrate ufficialmente in vigore le nuove regole per i concorsi pubblici finalizzati alla copertura di posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione. In pratica il documento fornisce alle PA le indicazioni relative alle nuove modalità per reclutare il personale da assumere, in linea con quanto previsto dalla Riforma del pubblico impiego.
Le modifiche previste dalla Direttiva Madia riguardano la scelta del tipo di concorso, l’organizzazione, i requisiti, le prove selettive, le commissioni e le graduatorie.
Tra le più importanti, ad esempio, ci sono il ricorso a concorsi unici per assumere personale, l’adesione al portale web nazionale per il reclutamento e la definizione di requisiti più specifici per accedere alle procedure concorsuali. E, ancora, l’organizzazione di prove d’esame finalizzate più a valutare le competenze e la capacità di problem solving dei candidati, che non le sole conoscenze tecniche, il ricorso a commissioni di concorso competenti e neutrali, e la limitazione del numero degli idonei.
Ecco quali sono le novità principali introdotte dalla riforma dei concorsi pubblici:

  • importanza della scelta della procedura più idonea tra concorso per esami, per titoli, per titoli ed esami, corso concorso o selezione per prove volte all’accertamento della professionalità richiesta, in base alle figure da reclutare. Ciò allo scopo di optare per la procedura più efficace e veloce, che possa essere effettuata anche ricorrendo a sistemi automatizzati, che permettano eventualmente di realizzare forme di preselezione;
  • preferenza per l’indizione di concorsi unici per reclutare i dirigenti e le figure professionali comuni. Lo svolgimento delle selezioni pubbliche in forma centralizzata o aggregata potrà consentire di ridurre i costi per la procedura concorsuale, di applicare criteri uniformi e oggettivi di valutazione per funzioni equivalenti, e di consentire un’adeguata partecipazione;
  • definizione di requisiti di ammissione che tengano conto della necessità di selezionare i candidati migliori, del profilo professionale messo a bando, del potenziale numero di partecipanti e del tipo di selezione da effettuare. Se, ad esempio, tra i requisiti viene privilegiata l’esperienza professionale, è probabile che questo escluderà i candidati più giovani. Per profili elevati, invece, potrebbe essere utile richiedere particolari competenze ed esperienze, e / o il possesso del titolo di Dottore di ricerca, soprattutto per figure particolarmente qualificate o specialistiche;
  • maggiore importanza per le competenze linguistiche e informatiche. E’ prevista la possibilità di ricorrere a prove specifiche di esame per verificarle o alla richiesta di certificazioni;
  • importanza della preselezione per ridurre il numero dei candidati ad una quantità tale da non rendere difficile la gestione del concorso, e comunque non troppo basso da rendere le successive fasi concorsuali poco competitive. Le prova preselettiva dovrebbe verificare, inoltre, non solo la preparazione generale e relativa alle materie indicate nel bando di partecipanti, ma anche la loro capacità di risolvere problemi, in base ai diversi tipi di ragionamento (logico, deduttivo, numerico);
  • bilanciamento tra i titoli di servizio e gli altri titoli. I primi, infatti, privilegiano coloro che già lavorano nella PA e rischiano di escludere altri candidati meritevoli, in particolare i giovani. Nel caso siano necessari, inoltre, è bene optare per quelli più rilevanti e attinenti alle materie oggetto d’esame, ad esempio prevedendo nei bandi un numero limite di titoli che ciascun candidato può presentare;
  • ricorso a prove teoriche e o pratiche in grado di verificare le capacità dei candidati di applicare le conoscenze possedute a specifiche situazioni o casi problematici. Si raccomanda di evitare prove eccessivamente scolastiche o nozionistiche, optando ad esempio per prove volte alla soluzione di casi concreti o alla predisposizione di documenti quali atti amministrativi, circolari e simili;
  • importanza della scelta delle Commissioni esaminatrici. La stessa va effettuata previo avviso pubblico e nomina dei componenti mediante sorteggio differenziato per tipologia di componente, o mediante l’adozione di regole chiare sulla scelta dei componenti, per garantirne la professionalità e per ragioni di trasparenza;
  • riduzione del numero degli idonei da inserire nella graduatoria finale del concorso. Lo stesso non deve superare il venti per cento dei posti messi a bando;
  • adesione ad un sistema informativo nazionale, denominato Portale del reclutamento, accessibile alle Amministrazioni Pubbliche e ai cittadini. Ciò consentirà di monitorare le procedure concorsuali, le fasi di svolgimento e altre informazioni in merito, in aderenza ai principi di trasparenza. Sul portale web confluiranno anche le graduatorie finali ed il monitoraggio delle stesse, e i processi connessi alla gestione dei concorsi, quali, ad esempio, la creazione di utenze, la standardizzazione dei moduli di domanda per partecipare ai bandi, la loro presentazione telematica e il pagamento online delle tasse di partecipazione.

Il documento integrale è disponibile a questo link: Documento
Fonte: ticonsiglio

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