Notizie Varie

Perché il 23 Febbraio noi infermieri abbiamo deciso di scioperare

Francesca Batani, consigliere regionale Nursing Up, ci spiega e comunica ai cittadini il perché dello sciopero del 23/02/2018.
“NOI INFERMIERI SCIOPERIAMO PER LA NOSTRA CONDIZIONE MA SOPRATTUTTO PER TE CITTADINO AL QUALE NON POSSIAMO GARANTIRE IL GIUSTO OPERATO NOSTRO MALGRADO. Il 12 maggio del 1996 gli infermieri (attraverso IPASVI oggi FNOPI) stipularono il patto infermiere – cittadino (da non confondere con quello di Berlusconi che mutuò da noi molti anni dopo) e in quel patto, allora come oggi, noi infermieri ci impegniamo nei tuoi confronti a garantirti una serie di cose che tutelano il bene intangibile che abbiamo che è la nostra vita. Oggi siamo costretti a scendere in piazza perché non possiamo più accettare di metterti in pericolo. Abbiamo tentato, tamponato, ci siamo arrangiati tanto che il nostro senso del dovere è andato ben oltre il limite della sopportazione umana. Mentre noi tentavamo di contenere l’argine, il sistema continuava a giocare al ribasso! Siamo stanchi di una dirigenza che si è sempre trincerata dietro una frase “siamo in emergenza”.
Emergenza che ha perso il suo significato di “circostanza imprevista” e che è divenuta routinarietà, e quindi noi infermieri non possiamo più accettarla perché questa condizione mette in pericolo l’incolumità della salute del cittadino. Spesso si riconduce il sistema sanitario alle soli azioni mediche, ma la macchina è molto più complessa e con tanti attori PROTAGONISTI non di second’ordine, quali appunto gli infermieri. Se è necessario, fondamentale, imprescindibile che il chirurgico, piuttosto che il medico, o il radiologo svolga a regola d’arte la sua professione per raggiungere l’obiettivo, è altresì vero che questo da solo non basta!!!! Per esempio ogni volta che il chirurgo esegue egregiamente l’intervento, ma dietro non ha una equipe PREPARATA E POSTA NELLE CONDIZIONI DI LAVORO IDONEE, è molto probabile che quell’intervento vada incontro ad un problema, e il cittadino rischierà la sua salute!!!
Questo perché come si diceva prima UN BRAVO PROFESSIONISTA DA SOLO NON BASTA!!! L’approccio deve essere OLISTICO!!! Per esempio avrete notato anche voi cittadini che nei reparti di degenza ciò che incontrate costantemente nelle 24 ore sono gli infermieri. Cosa significa questo? Significa che l’infermiere è in grado di valutare (attraverso determinate azioni quali, ispezione visiva delle regioni corporee, palpazione, rilevazione parametri vitali, il racconto del paziente, ecc.) cosa sta succedendo e se quello che accade è nella norma e\o sta virando in qualcosa di più grave che non può più essere gestito dall’infermiere.
Queste valutazioni vengono fatte più volte nell’arco di uno stesso turno e ovviamente innumerevoli volte nell’arco delle 24 ore. Questo implica che l’infermiere, a differenza di quello che sostiene il “so tutto io” Sgarbi , sappia di anatomia, patologia, farmacologia, ma anche di psicologia, sociologia, ecc. certamente le conoscenze che ci competono non sono a livello medico perché L’INFERMIERE NON E’ UN PICCOLO MEDICO MA UN GRANDE INFERMIERE!!!!
Un buon intervento infermieristico (che possa agire nei tempi e nei modi dovuti) ad esempio consentirebbe una degenza senza complicazioni quali le infezioni nosocomiali e un abbassamento dell’effetto rolling door in quei pazienti che non hanno una rete sociale idonea. Ma come possiamo agire in scienza e coscienza e valutare con il tempo necessario se i manager aziendali negli anni ci hanno sempre più sottratto risorse e tempo per il recupero psico-fisico, fino a sottrarci la dignità non solo di professionista ma di persona in quanto tale?
Come possiamo valutare la persona che abbiamo davanti (magari appena operata, con tanto di drenaggi, ferita, SNG, CV, fleboclisi in corso ecc) se gestiamo una media di 12-15 pazienti a infermiere, quando gli studi dicono che il rapporto dovrebbe essere 1:8?
Come possiamo valutare con lucidità la pianificazione assistenziale di ogni singolo paziente, se abbiamo un monte ore da recuperare di 80 ore (oltre due settimane di lavoro extra) e un accumulo di ferie di circa 100 giorni (come dire che per 2 anni e mezzo non abbiamo fatto le ferie) e che quelle che l’azienda ci ha concesso ce le ha date in regime di “Pronta disponibilità” (quindi in attesa di chiamata per un eventuale rientro al lavoro qualora ci fosse bisogno di coprire un turno) escluse quelle estive che non sono “richiamabili”?
Come può la nostra mente essere riposata e il nostro fisico defaticato? Come si può lavorare con dignità quando questi manager te l’hanno tolta considerandoti spesso meno di un numero, perché come diciamo sempre un numero ha la dignità di averne uno davanti e uno dietro, noi ormai neppure quello ci è concesso, veniamo spesso sviliti nel nostro lavoro (sempre meno considerato dall’azienda prima, e anche dai media che quando parlano di sanità sembra che questa si apra e si concluda con la parola medico) veniamo lasciati soli con i nostri problemi sia professionali che personali.
Eh già, perché a nostra volta siamo persone e quando chiedi aiuto alla direzione perché anche tu al domicilio hai problemi (un tuo congiunto da assistere per esempio), ti viene di sovente risposto non so come fare prova ad arrangiarti con i tuoi colleghi!!! Questa è la NON soluzione che un manager propone; ARRANGIATI. Cioè quando hai bisogno tu azienda trovi tutte le strade compreso infrangere le normative (ma senza ordine di servizio) mettendo in pericolo noi e il cittadino, ma di contro il nulla!!!
Frustazione totale! Come possiamo essere lucidi nelle nostre azioni? Come possiamo mantenere fede al nostro patto con te cittadino? Alcuni esempi eclatanti che non possiamo garantirti sono i seguenti: GARANTIRTI le migliori condizioni igieniche e ambientali. Ma come possiamo farlo se il personale di supporto OSS, è ridotto ai minimi termini se non addirittura assente? Non riuscire a garantire le migliori condizioni igieniche e ambientali vuol dire aumentare il rischio di infezioni e se sei allettato di lesioni da decubito! RISPETTARE il tuo tempo e le tue abitudini. Come possiamo farlo se i tempi che ci impongono sono assimilabili a quelli di un lavoro in catena? E quindi spesso ti destrutturiamo dalle tue abitudini, peggiornado le tue condizioni psichiche e di conseguenza anche fisiche e questo noi non lo possiamo più permettere!
INDIVIDUARE i tuoi bisogni di assistenza, condividerli con te, proporti le possibili soluzioni, operare insieme per risolvere i problemi. Questo richiede tempo, privacy perché gli argomenti da affrontare sono delicati e vanno a rompere equilibri pre-esistenti, una malattia anche se temporanea non può essere liquidata in pochi minuti di “colloquio” in una stanza a tre letti con tanto di altrui parenti presenti in stanza. INSEGNARTI quali sono i comportamenti più adeguati per ottimizzare il tuo stato di salute nel rispetto delle tue scelte e stile di vita. Come è possibile ragionare di educazione terapeutica in un contesto dove a fatica riesci a “distribuire” la terapia nei tempi dovuti?
GARANTIRTI competenza, abilità e umanità nello svolgimento delle tue prestazioni assistenziali. Possiamo asserire che siamo competenti abili e sensibili ma che queste capacità vengono calpestate quotidianamente da un sistema di stampo capitalistico/industriale dove in realtà si lavora su un bene intangibile quale la vita. Questo genera uno stato di frustrazione e impotenza infinito nei professionisti sanitari che non può continuare oltre. ASCOLTARTI con attenzione e disponibilità quando hai bisogno. Questo implica tempo che non ci viene concesso, violando un tuo bisogno!
Oggi l’unica cosa che possiamo GARANTIRTI del patto con il cittadino è di SEGNALARE agli organi e figure competenti le situazioni che ti possono causare danni e disagi. Ecco perché DOBBIAMO scioperare. Tu cittadino DEVI indignarti con noi perché questo trattamento mette in pericolo l’unico bene intangibile che abbiamo LA VITA!!!
Francesca Batani Nursing Up Emilia Romagna

Related posts

Vincitori Concorso Cosenza: "Chiediamo di essere assunti"

V2793

Infermieri Catanzaro: "Vincitori di mobilità ma negato il trasferimento"

V2793

FNOPI: "Basta utilizzare la qualifica di Infermiere in modo improprio"

V2793

Leave a Comment