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Molise: al via l'infermiere di comunità per potenziare i servizi territoriali

Potenziata la medicina territoriale in Molise. Da oggi, a Petacciato, un infermiere sarà a disposizione una mattina e un pomeriggio a settimana, un’ostetrica pronta a visitare le pazienti ogni lunedì. E molto presto ci sarà la possibilità di fare il pap test e le visite diabetologiche. È la prima volta in ambito regionale. Un’iniziativa fortemente voluta dall’amministrazione comunale e sposata dalla direzione sanitaria e dalla Regione, nonché dall’Ordine degli Infermieri.
Cristina Magnocavallo, presidente del Collegio interprovinciale Campobasso-Isernia, commenta così la notizia: “Fermo restando l’intervento assistenziale nelle strutture sul territorio, la figura dell’Infermiere di comunità rappresenta un supporto nella progettazione e realizzazione degli interventi legati alla promozione della salute, alla prevenzione e all’educazione sanitaria. Con tali modelli operativi si intende ottimizzare le risorse disponibili e anche contenere la spesa sanitaria”. L’iniziativa intrapresa dal Comune di Petacciato è dunque ritenuta lodevole e ci si augura che la Regione istituzionalizzi la figura dell’Infermiere di comunità nell’ambito della riorganizzazione sanitaria molisana, grazie alla quale bisognerà ottimizzare le risorse disponibili e contenere le spese. “Nel contempo – precisa Magnocavallo – va precisata la diversità del ruolo dell’infermiere che lavora in ADI che svolge da anni ormai un’assistenza capillare sul territorio con la presa in carico del paziente con cronicità e disabilità e il ruolo dell’Infermiere di comunità che dovrà lavorare soprattutto su progettualità dirette alla prevenzione ed educazione sanitaria, nelle comunità scolastiche associazioni ecc…”.
Alla conferenza stampa di presentazione del nuovo servizio, presente, tra gli altri, il presidente della Regione Paolo di Laura Frattura. “Abbiamo ereditato una sanità con sette distretti sanitari, che forse servivano solo per nominare sette direttori e un blocco del turn over per dieci anni, col personale sanitario in fuga”, ha esordito. Per Frattura è il momento di cambiare la prospettiva. “Va preso in carico il paziente per assisterlo a casa, basta coi medici autoreferenziali, siamo in momento di grande trasformazione. Per un problema cardiaco si andrà fare la prova da sforzo in una Casa della Salute e non sta ricoverato cinque giorni in ospedale. Le liste di attesa si accorciano se il sistema funziona». Quindi un altro passaggio sui conti: “Eravamo la regione Cenerentola, oggi abbiamo superato il limite della sufficienza e questo grazie a una migliore organizzazione”.
Fonte: IPASVI

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