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Sesto San Giovanni: protesta degli studenti di infermieristica per la chiusura del polo didattico

È davvero incredibile quello che sta accadendo a Sesto San Giovanni: il direttore della Bicocca ha deciso di chiudere la sede didattica dell’ateneo, sita a Sesto San Giovanni. I disagi che creerà saranno di notevole portata. Ci tenevamo a condividere la testimonianza di una futura collega che, attraverso la nostra pagina Facebook, ci ha scritto queste parole:
“Buonasera, sono una studentessa infermiera dell’università Bicocca di Milano e vi contatto per informarvi su ciò che sta accendendo alla sede di Infermieristica di Sesto San Giovanni:
“Il rettore dell’Università della Bicocca Cristina Messa, attuando le devastanti novità della riforma Gelmini nel contenimento dei costi degli atenei, ha meschinamente e senza chiedere conto ai diretti interessati, deciso di chiudere la sede didattica di Sesto San Giovanni dopo aver chiuso, lo scorso anno accademico, la sede di Desio.
Si palesa perfettamente quello che i vertici universitari pensino della professione infermieristica, infatti nello stesso momento in cui la nostra sede sta chiudendo, la Bicocca sta attivando un corso di medicina in lingua inglese.
Non sussiste quindi, a parer mio, la motivazione economica; pare solo politica e di prestigio.
Gli iscritti verranno smistati nelle sedi di Monza, Lecco, Bergamo e Sondio. I disagi che si creeranno saranno notevoli, oltre a far perdere la docenza a tutti coloro che si sono impegnati nel creare il corso di Sesto.
Noi studenti ci stiamo attivando per combattere per quanto ci sia possibile, consapevoli di non avere armi di fronte alla classe dirigente universitaria.
Avanzeremo le nostre richieste e ci faremo sentire per difendere il nostro diritto allo studio.”
Dal canto nostro non possiamo che essere d’accordo con quanto scritto e dare il nostro appoggio agli studenti!

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1 comment

Lauretta Febbraio 2, 2017 at 23:00

Buona sera, ho letto con attenzione questo articolo. Non dovete meravigliarvi carissimi studenti, gli infermieri sono solo un numero da manovrare già in università. Si nasce già demansionati, non si viene avvertiti dei cambiamenti (vedrete quando verranno prese delle decisioni riguardo ad un paziente e il medico non vi informa.
Siamo quelli che fanno tutto e soprattutto si ADATTANO a tutto.
Ecco perché è nata l’Associazione Avvocatura di Diritto Infermieristico AADI in difesa della categoria (ricordo che le iscrizioni sono aperte anche agli studenti con un particolare sconto, vedi sito http://www.aadi.it).
Fate bene a protestare ma questo è pura politica, bravi avete detto bene.
Non mollate mai!!!.
Lauretta Anelli
Segr. Regionale AADI Lombardia

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