Procedure

Procedura inserimento catetere vescicale EBN

Per semplificare la procedura di inserimento si raccomanda di lubrificare il catetere con un lubrificante idrosolubile sterile. In caso di cateterismo difficoltoso si consiglia di utilizzare il lubrificante associato a lidocaina (anestetico) così da ridurre il fastidio per il paziente e i rischi di traumi della mucosa uretrale. Secondo gli studi disponibili la procedura sterile nel cateterismo a breve permanenza non riduce il rischio di infezioni rispetto alla procedura pulita.
La procedura di cateterismo vescicale è molto semplice nella donna, dove l’uretra è breve e rettilinea e molto più impegnativa nel maschio. Occorre infatti porre la massima attenzione nello svolgere la manovra per il rischio di lesione dell’uretra, che può favorire infezioni e può portare alla creazione di false strade con ripristino problematico del normale percorso anatomico e notevole sofferenza per il paziente.

Uso del lubrificante e dell’anestetico

Prima di essere inserito, il catetere va sempre lubrificato con lubrificante idrosolubile sterile (in confezione monouso), per evitare traumi da frizione al momento dell’inserimento. Si deve introdurre nell’uretra il cono della siringa con il lubrificante. In caso di cateterismo difficoltoso è meglio introdurre il lubrificante insieme a lidocaina sterile monodose. Questa manovra facilita l’introduzione del catetere, riducendo il fastidio per il paziente e i possibili traumi della mucosa uretrale. Il lubrificante deve arrivare nell’uretra profondamente per essere più efficace. Se si usa l’anestetico, l’azione locale deve protrarsi per almeno 5-7 minuti (sarebbe opportuno adottare una pinza stringipene per bloccare la fuoriuscita del gel oppure un dispositivo con un soffietto per introdurre il gel che una volta applicato tende a rimanere adeso al meato evitando la fuoriuscita del gel).

Raccomandazioni

Se l’urina non esce subito, si può provare a schiacciare il catetere un paio di volte. E’ possibile che il lubrificante occluda temporaneamente il lume. In alternativa, per verificare che il catetere sia effettivamente in vescica, si può eseguire delicatamente un lavaggio vescicale con soluzione fisiologica sterile (livello IV).
Se il paziente sente dolore quando si gonfia il palloncino, è probabile che questo sia in uretra e non in vescica. Occorre quindi sgonfiare il palloncino, ritirare il catetere e ricominciare la procedura di inserimento (livello IV).
Durante l’introduzione del catetere, se si avverte resistenza, ritirare un po’ il catetere e ruotarlo sul suo asse, riprovare quindi a farlo avanzare con gradualità e senza forzare (livello IV).
Il palloncino può essere gonfiato con soluzione fisiologica o distillata. L’uso di soluzione fisiologica non provoca incrostazioni all’interno del palloncino o del circuito (livello IV).

Procedura asettica o pulita

Secondo gli studi disponibili non sembra vi siano differenze nel tasso di infezione tra tecniche di cateterismo a breve permanenza sterile e pulito. I risultati si basano però su studi condotti su popolazioni particolari, come donne partorienti e soggetti sottoposti a intervento chirurgico in elezione. Sono perciò necessari studi ulteriori per confermare i risultati ottenuti.
Uno studio ha confrontato il cateterismo sterile (lavaggio chirurgico delle mani, rispetto dell’asepsi, guanti sterili, soluzione a base di clorexidina e cetrimide, catetere in confezione sterile, lidocaina sterile per lubrificare il catetere e acqua sterile per gonfiare il palloncino) rispetto alla cateterizzazione pulita (lavaggio delle mani con acqua e sapone, uso di guanti puliti, detersione dei genitali con acqua di rubinetto, materiali sfusi e non kit per il cateterismo e acqua di rubinetto per gonfiare il palloncino). Alla rimozione del catetere, 24-48 ore dopo l’intervento chirurgico, non c’erano differenze tra i 2 gruppi. L’altro studio controllato su 436 partorienti ha confrontato la pulizia dei genitali prima del cateterismo con clorexidina o acqua di rubinetto.
All’urinocoltura 24 ore dopo l’inserimento del catetere non sono state osservate differenze statisticamente significative tra i 2 gruppi (odds ratio 1,13, limiti di confidenza al 95% da 0,58 a 2,21). Gli autori concludono che l’uso dell’antisettico non riduce il tasso di batteriuria.
Queste indicazioni si riferiscono solo al cateterismo a breve permanenza. In ogni caso quando non è possibile prevedere la durata del cateterismo l’introduzione va fatta sterilmente con lavaggio e disinfezione dei genitali. Si raccomanda inoltre di scegliere il catetere di dimensioni più piccole possibile così da limitare il rischio di traumi.
 
 
 
 
Fonte: EBN e Zinga “Quesiti Clinico Assistenziali”

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1 comment

karol Settembre 21, 2018 at 11:15

Salve, sono una studentessa studentessa di infermieristica prossima alla laurea. Sto facendo una tesi sul catetere vescicale e avrei bisogno di consultare gli studi fatti sui pazienti chirurgici per quanto riguarda la procedura di cateterismo vescicale con tecnica pulita; sapreste dirmi come posso trovarlo?

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