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Procedura somministrazione clistere evacuativo

Il clistere evacuativo viene somministrato in tutti quei pazienti i quali abbiano stipsi o una difficoltà nell’emissione delle feci perché troppo dure. Il clistere evacuativo deve sempre essere somministrato solo se vi sono le indicazioni necessarie al trattamento stesso. Bisogna, quindi, accertare la presenza di cardiopatia, pregressi interventi chirurgici o patologie a carico di ano, retto e colon, problemi di eliminazione intestinale.
La procedura è la seguente:

  1. Lavarsi le mani e preparare tutto il materiale occorrente.
  2. Identificare il paziente, fornendogli le informazioni necessarie e raccogliendo il consenso.
  3. Fare assumere al paziente la posizione di Sims e scoprirlo per lo stretto necessario.
  4. Calzare i guanti monouso, indossare il camice monouso e posizionare il telo impermeabile/assorbente. Visualizzare l’orifizio anale, valutarne le caratteristiche e la presenza di lesioni esterne.
  5. Scegliere la sonda della misura adatta e lubrificare per circa 10 cm l’estremità da introdurre. Informare il paziente dell’introduzione della sonda e invitarla a fare respiri profondi.
  6. Introdurre la sonda nell’ano delicatamente e con movimento rotatorio per 7-10 cm dirigendola verso l’ombelico, senza forzare in caso di resistenza. Raccordare la sonda al clistere.
  7. Rilevare l’eventuale insorgenza di crampi, dolore, malessere e valutare la necessità di ridurre il flusso, abbassare l’altezza dell’irrigatore o sospendere il clistere. Mantenere manualmente la sonda in sede durante il clistere. Al termine bisogna sfilare la sonda lentamente e smaltirla nell’apposito contenitore.
  8. Sfilare i guanti e il camice monouso, eliminarli nell’apposito contenitore e lavarsi le mani. Informare il paziente che può eliminare non appena avverte lo stimolo e se occorre assisterla per la defecazione.
  9. Verificare l’avvenuta evacuazione e le caratteristiche delle feci. Eseguire l’igiene perineale se la persona non è in grado di provvedere da sola. Registrare la procedura, l’esito e i dati utili sulla documentazione sanitaria.

 

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1 comment

Francesco Ottobre 24, 2018 at 01:10

Buona sera,
chiedo un’infomazione per un parente circa 60enne che “soffre” di stitichezza sporadica (1-2 volta anno) ma,quando capita,le feci sono molto dure.
Preferisce l’uso di un clistere da 0,5 litri di acqua calda,ma vorrebbe aggiungere una sostanza per rendere più pronto l’effetto:la sola acqua,dopo l’evacuazione principale a volte provoca altre piccole scariche fastidiose nelle ore succesive.
Lui ricorda bustine monodose di una sostanza simile a sapone liquido,che si scioglieva in 1L di acqua calda producendo molta schiuma.
A suo dire l’effetto era pronto,le feci espulse senza problemi e minimi fastidi-bruciori.
Qualcuno ricorda questa sostanza?
Il paziente rifiuta l’uso di clismi pronti in quanto li trova troppo irritanti e le feci vengono espulse ancora troppo dure.
Rifiuta lassativi o dieta perchè,a causa degli episodi molto rari e ostinati l’effetto diventa troppo lento e tardivo,mentre col clistere da 0,5 L ottiene rapido sollievo al bisogno e il problema non si ripresenta più per mesi e mesi.

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