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Il trapianto di cromosoma X cura le cellule!

I chirurghi del Dna hanno realizzato, per la prima volta al mondo, il trapianto del cromosoma femminile X, da una cellula a un’altra. Perché la scelta dell’X? Perché a questo sono legate malattie trasmesse dalle mamme (che non si ammalano perché hanno due cromosomi) ai figli maschi (che di X ne hanno uno solo). Parliamo di distrofia muscolare di Duchenne, di sindrome di Turner (donne che hanno un unico cromosoma X) o di emofilia, la malattia del sangue che ha colpito figli e nipoti della Regina Vittoria di Inghilterra. La nuova tecnica di trapianto potrebbe, in futuro, curare queste malattie. La ricerca va avanti e, quindi, in un futuro prossimo potremmo anche arrivare a curare patologie gravemente invalidanti come queste. Il suo funzionamento è stato ampiamente spiegato da Vezzoni, il quale ha analizzato tutto il procedimento. «Siamo partiti da una cellula “donatrice” sana, con tutti i suoi cromosomi, l’abbiamo “frammentata” in microcellule, ognuna contenenti un singolo cromosoma, abbiamo preso quella con l’X e l’abbiamo fatta fondere con una cellula staminale malata. Risultato: quest’ultima espelle il cromosoma X malato, conservando quello sano trapiantato». Ottenere una cellula staminale «guarita» è solo il primissimo passo. Occorre, poi, differenziarla e produrre i tessuti da utilizzare sul paziente. L’idea è quella di intervenire con il trapianto sulle cellule (malate) del paziente che si vuole curare.

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