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Un'aspirina al giorno contro il cancro al colon

Da tempo i medici prescrivono l’aspirina a chi è a rischio di patologie cardiovascolari perché sono stati ormai ampiamente dimostrati i suoi efficaci poteri preventivi. Ora per la prima volta un panel di esperti americani ha deciso di indicare l’aspirinetta (come viene comunemente chiamata la piccola dose quotidiana, inferiore ai 100 milligrammi, utilizzata a scopo preventivo) anche come strumento da utilizzare in chi è esposto a maggior pericolo di cancro al colon. Nel corso degli ultimi anni, diverse ricerche scientifiche erano giunte a conclusioni simili fra loro: l’uso regolare della cardio-aspirina diminuirebbe le probabilità di ammalarsi di varie forme di cancro (primo fra tutti quello del colon retto) e nei pazienti che sono già stati colpiti dalla neoplasia abbasserebbe la mortalità, riducendo anche il rischio di sviluppare metastasi. E se la prescrizione di aspirina in chiave preventiva per i disturbi del cuore è già comune in tutto il mondo, finora nessuno Stato aveva mai deciso di inserire ufficialmente questa indicazione anche in chiave-anticancro. «Si tratta della prima raccomandazione di una Task Force “ufficiale” del Servizio di Prevenzione del Dipartimento Salute. Una decisione che sta già facendo discutere (come emerge da un articolo sul New York Times e che avrà ripercussioni negli USA, dove è forte questa corrente culturale, mentre in Italia dove questa cultura di “chemioprevenzione” non è ancora così diffusa».
Nel Report appena pubblicato la task force statunitense (un panel indipendente di esperti con un’enorme influenza su come viene praticata la medicina negli Usa) suggerisce l’uso di aspirinetta per la prevenzione di infarto, ictus e tumore del colon, sottolineando che i pro della cura sovrasterebbero i contro soprattutto nelle persone tra i 50 e i 69 anni già a rischio di malattie cardiovascolari. Le raccomandazioni escludono le fasce d’età più giovani (sotto i 50 anni) o più anziane (sopra i 70, quando i rischi di sanguinamento sono maggiori). In particolare, per quanto riguarda il tumore del colon, i dati messi in evidenza dagli esperti Usa mostrerebbero che con la cardio-aspirina diminuirebbero del 33 per cento le morti per questa forma di cancro e si ridurrebbe la sua incidenza del 40 per cento. Ma per avere un effetto preventivo bisogna assumere la dose giornaliera per almeno 10 anni. Sicuramente è di fondamentale importanza analizzare i pro e i contro determinati dall’assunzione dell’aspirina ogni giorno. Sembra, comunque, che i pro prevalgano sui contro, anche se la comunità scientifica si dimostra ancora molto cauta nel dare raccomandazioni.
L’aspirina è un potente antinfiammatorio e come tale può essere considerato un buon agente nella prevenzione di quelle forme di cancro che iniziano a svilupparsi da un’infiammazione cronica, a cui si deve (sul lungo periodo) la trasformazione neoplastica delle cellule. Se i potenziali vantaggi sono chiari, naturalmente il dibattito è aperto sui possibili aspetti sfavorevoli. Ovvero, quali sono i possibili rischi a cui si va incontro assumendo la cardio-aspirina ogni giorno? «Le principali problematiche legate all’uso dell’aspirina sono legate al rischio di sanguinamento, in particolare gastrico – risponde Pinto -. Ed è quanto emerge anche dalle più recenti analisi fatte dagli esperti Usa. Per questo si devono valutare con grande attenzione benefici e possibili effetti collaterali di una terapia preventiva con questo farmaco».
 

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