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Lavoro a turni e problemi di salute

In Europa circa un lavoratore su cinque ha un lavoro a turni. Questo tipo di impiego non segue il convenzionale periodo lavorativo di 8 ore diurne, bensì è caratterizzato da turni notturni, turni a rotazione oppure da ritmi di lavoro irregolari per periodicità. Se paragonati con individui che lavorano le tipiche 8 ore diurne, i soggetti che lavorano a turni, e tra questi gran parte degli operatori sanitari, hanno un maggiore rischio di problemi di salute.
Questo perché sottoposti comunque a stress e alla perdita dei normali ritmi sonno-veglia e della normale funzionalità del nostro organismo. Il lavoro a turni induce cambiamenti nella normale variabilità circadiana delle funzioni biologiche come per esempio: la temperatura corporea, la produzione di urina, la secrezione di alcuni ormoni. Il lavoratore lamenta quindi stanchezza, svogliatezza, apatia e a lungo andare può avere ripercussioni vere e proprie sulla salute. In particolare a breve termine si può andare incontro a:

  • disturbi del sonno (i più comuni);
  • problemi digestivi;
  • stress;
  • aumento di peso.

Sul lungo periodo inoltre il lavoratore a turni può andare incontro a:

  • malattie dell’apparato gastroenterico;
  • effetti sulla sfera psicoaffettiva;
  • malattie cardiovascolari.

Disturbi del sonno

Praticamente tutte le persone che lavorano a turni soffrono di disturbi del sonno. La desincronizzazione del ritmo sonno-veglia, causata soprattutto dai turni di notte determina disturbi del sonno di tipo qualitativo e quantitativo. Il sonno diurno che segue il turno di lavoro di notte risulta ridotto in durata perché interrotto frequentemente a causa dei rumori e/o della luce e di conseguenza perde parte del suo potere ristoratore. La perturbazione del ciclo sonno-veglia oltre a causare problemi di insonnia favorisce anche un eccessivo livello di sonnolenza durante il turno di lavoro. Chi lavora a turni è quindi mediamente più stanco e ha un rischio più alto di andare incontro a errori e a incidenti sul lavoro. La stanchezza infatti porta a una distorsione della percezione, della capacità di ragionamento, di giudizio e di presa di decisione: tali distorsioni si manifestano con un ritardo nei tempi di reazione e riduzione delle abilità cognitive, come il ragionamento logico e la concentrazione.

 

Problemi digestivi 

Secondo alcuni studi i lavoratori a turni hanno un rischio di ulcera peptica e problemi digestivi cinque volte più alto di chi lavora le classiche otto ore. La causa sembra associata alla qualità del cibo assunta, alla quantità e ai tempi di assunzione. Di notte, non essendo disponibili le mense aziendali, spesso i lavoratori mangiano a casa ma molto prima della normale cena, oppure optano per snack poco salutari, inoltre assumono una quantità maggiore di bevande a base di caffeina per rimanere svegli, che alla lunga possono causare problemi alla digestione. Inoltre la carenza di sonno tende a peggiorare gli eventuali disturbi digestivi.

Stress

Secondo studi recenti i lavoratori a turni (e in particolare chi lavora di notte) hanno un alto rischio di stress. Il lavoratore da una parte cerca di adattarsi il più velocemente possibile ai diversi orari di lavoro dall’altro, per cercare di mantenere rapporti sociali e familiari soddisfacenti, cerca di adattarsi alle esigenze degli altri membri della famiglia per esempio interrompendo il riposo dopo il turno per poter pranzare con i familiari. Sembra che i turnisti riescano ad abituarsi meglio alla condizione lavorativa se dormono bene e se sono sostenuti dalla famiglia. Sembra inoltre che praticando attività fisica con regolarità e seguendo una dieta sana si favorisca il regolare ritmo dell’organismo e si riduca lo stress.

Aumento di peso

 
Uno studio recente ha mostrato che un ridotto riposo notturno per periodi prolungati e la rottura dei ritmi circadiani alterano il metabolismo, riducendo il metabolismo a riposo (consumo dell’energia basale) e aumentando i livelli ematici di glucosio, con un conseguente aumento del rischio di obesità e di diabete. Inoltre la modificazione delle abitudini di vita, in particolare in termini di orari e qualità dei pasti, influisce sul rischio di obesità. Per prevenire l’aumento di peso il lavoratore dovrebbe:

  • cercare di consumare pasti regolari evitando di mangiare dalla mezzanotte alle sei del mattino;
  • mangiare all’inizio del turno (circa alla solita ora della cena);
  • fare al mattino, prima del riposo, una colazione leggera per evitare di risvegliarsi per la fame;
  • bere abbondantemente durante il turno, così da favorire l’idratazione e ridurre la sensazione di stanchezza.

 

Malattie dell’apparato gastroenterico

I problemi digestivi che possono essere segnalati nel breve periodo dal lavoratore turnista (vedi sopra) se trascurati possono portare a malattie gastrointestinali più gravi. Diversi studi epidemiologici effettuati negli ultimi 50 anni hanno infatti trovato una più alta incidenza di disturbi e malattie gastrointestinali (gastrite cronica, gastroduodenite, ulcera peptica e colite) tra i turnisti. E’ importante quindi seguire con attenzione i lavoratori, raccomandando visite di controllo a scopo preventivo.
 

Effetti sulla sfera psicoaffettiva

Secondo una revisione recente, il lavoro a turni ha effetti sulla salute mentale con una maggiore propensione al manifestarsi di patologie neuropsichiche come disturbi del tono dell’umore, ansia e nervosismo. I lavoratori turnisti hanno maggiori difficoltà nel mantenere i normali rapporti di vita sociale, con notevoli ripercussioni nel rapporto di coppia e sull’educazione e l’accudimento dei figli. Va segnalato tuttavia che se da una parte il lavoro a turni può causare condizioni di vita molto stressanti, soprattutto per donne con figli, dall’altro secondo uno studio francese sono proprio le donne che a volte preferiscono il turno fisso di notte invece del turno ruotante così da potere organizzare la propria vita in modo stabile e regolare e poter far fronte agli impegni domestici. L’entità quindi degli effetti negativi del lavoro a turni dipende da numerosi fattori relativi alla condizione personale del lavoratore e al contesto lavorativo e sociale.

Malattie cardiovascolari

Secondo uno studio del 2010 il lavoro con turni notturni è associato a un aumento del 40% del rischio di malattie coronariche. Sembra infatti che lo stress, i disordini alimentari e la perdita di sonno associati al lavoro a turni possano influire negativamente sulla salute dell’apparato cardiovascolare. Le malattie di cuore se individuate precocemente possono essere tenute sotto controllo, è importante perciò che i lavoratori turnisti siano seguiti sotto questo aspetto.
Per quanto riguarda le donne, inoltre, molti studi segnalano che le turniste hanno più frequentemente irregolarità dei cicli e disturbi mestruali rispetto alle donne che lavorano solo di giorno. Si registra inoltre una frequenza minore di gravidanze e di parti regolari tra le turniste, soprattutto tra quelle che lamentano cicli mestruali irregolari, e un numero maggiore di aborti.
Recentemente sono apparsi alcuni studi epidemiologici che segnalano una possibile associazione tra lavoro a turni e tumore della mammella. Il meccanismo eziopatogenetico ipotizzato fa riferimento a una possibile alterata secrezione di melatonina a causa della ridotta esposizione alla luce solare e dell’alterato ritmo sonno/veglia.
Tra le misure preventive suggerite per diminuire i problemi di salute associati al lavoro a turni occorre:

  • ridurre il più possibile il ricorso al lavoro notturno;
  • evitare turni di lavoro di 9-12 ore per impedire l’eccessivo affaticamento;
  • non fissare un inizio del turno troppo presto al mattino, in modo da ridurre la perdita della fase REM;
  • prevedere un giorno di riposo dopo il turno di notte;
  • limitare i cambi di turno improvvisi;
  • aumentare i riposi compensativi in base ai turni notturni svolti;
  • programmare un’adeguata sorveglianza sanitaria.

Fonte: IPASVI

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