ICN: “Senza infermieri a rischio la copertura sanitaria globale”

Pubblicato un nuovo rapporto Icn, riportato sul sito della Cnai, a seguito dell’incontro tra “Innovation Summit for Health (WISH)” e “UCH 2020” alla WISH Conference 2018, dove si afferma che i Paesi che investono e cercano di sviluppare la propria forza lavoro infermieristica e ostetrica possono ottenere successi in termini di rapida espansione e benefici economici. Il rapporto (prodotto da Lord Nigel Crisp, co-presidente di Nursing Now, dalla professoressa Sharon Brownie, preside della School of Nursing presso l’Università Aga Khan, con il supporto della dottoressa Charlotte Refsum, Lead per Evidence and Research, Nursing Now e Global Healthcare Clinical Manager, KPMG) sostiene che, se l’infermieristica e l’ostetricia non si sviluppano rapidamente, non c’è possibilità di raggiungere l’obiettivo di beneficiare, per un miliardo di persone circa, della copertura sanitaria universale in cinque anni.

Intitolato “Infermieristica e Ostetricia” il documento include nuovi dati sulle percezioni pubbliche di infermieri e ostetriche. Emerge un forte sostegno pubblico rivolto agli infermieri che svolgono un ruolo maggiore nella tutela della salute, essendo in una posizione di “pole position” per la promozione della salute pubblica.

“Si stima una carenza di 18 milioni di operatori sanitari necessari per fornire e sostenere universalmente un copertura sanitaria entro il 2030″, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, scrivendo nella prefazione del rapporto che “Più della metà di tale deficit è inerente alle figure infermieristiche ed ostetriche”. Il rapporto continua sottolineando che: “Fino ad oggi, numerose discussioni si sono concentrate sul finanziamento e l’accesso al servizio senza una sufficiente considerazione degli investimenti in forza lavoro sanitaria. Il nostro rapporto mostra che ridisegnando i servizi sanitari a livello nazionale e realizzando un uso migliore di infermieri e ostetriche, i paesi possono ottenere una salute universale di alta qualità ed economicamente vantaggiosa”.

Basandosi sul successo della campagna Nursing Now, che mira a potenziare gli infermieri in tutto il mondo e che ha generato un supporto di 67 paesi dal lancio nel febbraio 2018, il rapporto così si suddivide:
1. Rapida espansione: Il rapporto suggerisce che i paesi possono ottenere una rapida espansione della copertura sanitaria universale adottando una strategia che combini gli investimenti nella forza lavoro con i cambiamenti nei servizi. In pratica, questo significa consentire a infermiere e ostetriche di lavorare utilizzando il massimo potenziale attraverso la creazione di più cliniche guidate da infermieri specializzati;
2. Espansione economica: il rapporto mostra che l’espansione della copertura sanitaria universale si farà dipendere in larga misura dall’abilitazione e dalla formazione della forza lavoro esistente, compresi gli infermieri e le ostetriche, per lavorare in modo più efficace. Per gli infermieri, un modo di espandere le proprie conoscenze, è la riflessione condivisa delle attività intraprese.

“Le ricerche dimostrate in questo rapporto mostrano che alla stragrande maggioranza dei pazienti non importa se sono trattati da un’infermiera o da un medico perchè considerano entrambe le professioni in egual misura“, ha detto Lord Darzi, presidente esecutivo del WISH. “Questi risultati suggeriscono che ci sarebbe un ampio sostegno pubblico per gli infermieri che danno un contributo ancora maggiore alla sanità in futuro, quindi incoraggiamo vivamente i governi ad adeguare di conseguenza i loro programmi nazionali”. Commentando il rapporto, la professoressa Sharon Brownie ha dichiarato: “L’attuale politica globale menziona a malapena la forza lavoro. Ci sarebbe un profondo effetto sulla rapidità ed efficacia della UHC che potrebbe essere implementata se una parte significativa della forza lavoro fosse abilitata a lavorare in modo più efficace o ad assumere nuovi ruoli “. “ICN è lieta di dare il benvenuto a questo nuovo rapporto sull’infermieristica e sulla copertura sanitaria universale”, ha affermato Annette Kennedy, presidente del Consiglio internazionale delle infermiere e commissario della Commissione dell’OMS per le malattie non trasmissibili. “Diversi studi hanno rilevato che i servizi di ostetricia ed infermieristici, stanno fornendo risultati positivi e di alta qualità per i pazienti, in particolare quelli relativi alle malattie non trasmissibili, e sono convenienti per i sistemi sanitari.” “ICN sostiene senza riserve le raccomandazioni di questo rapporto”, ha dichiarato la dott.ssa Isabelle Skinner di ICN. “Molte infermiere lavorano già in ruoli avanzati e specialistici e molti servizi di ostetricia ed infermieristici stanno attualmente fornendo nuovi e innovativi modelli di assistenza, in particolare per servizi nella comunità quali quelli di salute materna, infantile e adolescenziale.

Dal 10 al 12 dicembre, a Milano, Cnai terrà il proprio XXI Congresso nazionale. Qui tutte le informazioni e il programma definitivo dell’evento: http://www.cnai.info/index.php/ecm/96-cnai/884-xxi-congresso-cnai-milano-10-12-dicembre-2019

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